Libertà al crepuscolo?

15 AGO 20
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Dopo l’ennesimo arresto, senza neppure dover fare la lunga anomala listadei precedenti, e dopo infinite iniziative del Foglio, circostanziateanalisi, ponderate riflessioni di buon senso, da ultima quella del direttoreFerrara su Radio Elefante ieri, sul valore dell’equilibrio dei poteri, lagiusta autonomia degli stessi senza reciproche prevaricazioni el’indiscutibile ruolo democratico di parlamentari eletti in rappresentanzadi una sovranità che appartiene al popolo secondo la Costituzione ancoravigente, e ripensando da ultimo all’ottima sintesi di Andrea Marcenaro aproposito di quell’antiberlusconismo che “ha coinciso con una delleespressioni più miserevoli della storia politica italiana” mi chiedo:c’è ancora qualche dubbio sul fatto che quella umana sensazione diturbamento, angoscia e dispiacere che molti avvertono non coincidatremendamente con una “certa odiosa sostanza della politica”? E se la risposta del nostro foro interiore fosse positiva, pur potendosenz’altro essere considerata faziosa da coloro a cui piace riprendendo leparole dell’ Andrea's Version, “la prosa di Marco Travaglio, l’artemelodrammatica di Michele Santoro, i tanti palloncini viola e naturalmentele mobilitazioni di massa trascinate da MicroMega”, potremo davveroesimerci, ancor oggi se non soprattutto oggi, dal dover destinare un maggior concreto impegno per una giustizia giusta, ed una democrazia matura?